Cos’è il PDF/A e quando te lo chiederanno

Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026

Stai compilando un modulo per un ente pubblico, o mandando un documento in tribunale, o depositando una tesi, e le istruzioni dicono che il file deve essere in PDF/A. Il PDF che hai davanti sembra a posto, si apre bene e si stampa bene. E quasi certamente non è un PDF/A.

Cos’è davvero questo formato

Un PDF/A è un PDF con delle promesse attaccate. La norma è la ISO 19005, e ogni sua regola nasce da una sola idea: il file deve essere leggibile fra vent’anni da qualcuno che non ha nulla oltre al file.

Niente di tutto questo riguarda l’aspetto del documento. Un PDF/A non è più leggero, né più bello, né più ufficiale: è lo stesso documento con le sue dipendenze imballate all’interno.

Chi lo chiede

Quale inviare

Un file PDF/A è descritto da due numeri, e la gente li confonde di continuo. La parte dice su quale PDF è costruito:

Il livello dice quanto promette:

Quindi PDF/A-2B a meno che ti abbiano detto altro; e un documento senza tag non diventa onestamente di livello A convertendolo: i tag devono venire da chi ha scritto il documento.

Convertirne uno

Da PDF a PDF/A scrive PDF/A-2B nel tuo browser. Prima di convertire qualsiasi cosa ti dice quale delle due cose sta per succedere, perché a deciderlo è il file e non lo strumento:

In entrambi i casi esce quello che il PDF/A vieta: JavaScript, azioni all’apertura, file allegati e qualsiasi cifratura. Le annotazioni restano e vengono marcate come stampabili.

Un ordine conta: prima convertire, poi firmare. Una firma digitale copre una sequenza precisa di byte, e la conversione li riscrive, quindi un file firmato prima della conversione arriva con la firma rotta. Se ti servono entrambe le cose, converti e poi firma con il tuo certificato.

Controllare un file

Un file che dice PDF/A non è necessariamente tale. Molti convertitori scrivono i metadati che dichiarano il formato e non cambiano nient’altro: il risultato è un documento che sostiene di essere PDF/A-2B e cade al primo validatore che incontra.

Verifica PDF/A legge un file nel tuo browser e riporta ciò che conta in pratica: se dichiara il formato, se porta un profilo colore, se ogni font è dentro, se è cifrato, se all’apertura parte qualcosa. Non è un validatore, e lo dice.

Il validatore è veraPDF: gratuito, open source, mantenuto dalla PDF Association insieme alla Open Preservation Foundation, e l’implementazione di riferimento che usano gli archivi nazionali. Esiste una versione desktop e una demo web pubblica. Esistono anche validatori commerciali online, ma leggi le loro note sulla privacy prima di usarne uno: almeno uno di quelli noti conserva i file che carichi nella versione gratuita. Per qualsiasi cosa contenga dati personali, usa lo strumento desktop, oppure il controllo di questo sito, che non manda il file da nessuna parte.

E un ultimo punto pratico: quando due validatori non concordano, quello che conta è quello di chi ti ha chiesto il file.

Perché i file vengono respinti

Non si carica nulla

Sia il convertitore sia il controllo girano sulla tua macchina, dentro la scheda del browser. Qui conta più che altrove: un documento che stai depositando presso un ente pubblico è esattamente il tipo di file che non si consegna a un sito web. Carica la pagina, scollegati da internet e continuano a funzionare entrambi: è la prova più semplice che esista, e si fa in mezzo minuto. Su la pagina che lo spiega c’è altro su come verificarlo.